LITOPRESS – MONCALIERI
SERIE
“UOMINI INTREPIDI”
NELLA LEGGENDA E NELLA STORIA
FIGURINE
PRESENTAZIONE
1. PREMESSA
Come un fulmine a ciel sereno, in pieno 1962, in “un’epoca” di nascente e ricorrente vitalità di idee e di produzione, questa, poco più che tipografia di Moncalieri, si improvvisa Casa Editrice entrando nel mondo complesso della figurina cartonata distribuita in bustine!
La favoriscono imprenditorialità, periodo storico ed una buona idea, spesso sfiorata da altri ma centrata da nessuno degli editori di allora: quella di dedicare una serie di figurine a personaggi della storia e della mitologia entrati nell’archetipo di personaggi, uomini e donne, che avevano lasciato una traccia nella storia, per la loro intraprendenza, per la loro virtù per il loro coraggio.
Personaggi che, ripresi in una sequenza temporale abbastanza curata, danno volto e sembianze allo svolgersi di circa 3 mila anni di storia dell’umanità!
Non i fatti, non le battaglie, non la politica, ma gli uomini, le loro imprese, il loro essere nella storia costruttori, fattori di storia.
Nei testi, che accompagnano ciascun personaggio, c’è, poi, la storia vera e propria, quella fatta da ciascuno dei 200 personaggi che la serie immortala come “Uomini intrepidi”!
2. IL PROGETTO
Il progetto nasceva nell’individuazione di circa 200 nomi di personaggi cui assegnare più o meno altrettante figurine, uomini intrepidi che percorressero un po’ tutto il cammino dell’umanità, dagli albori della storia ai nostri giorni.
Se ci mettessimo oggi a pensare a 200 nomi, probabilmente, scegliendo con rigore e senza campanilismi, la lista differirebbe di almeno 60-70 nomi, rispetto a quella che la Litopress realizzò per la sua creazione editoriale.
Difatti il criterio adottato dalla Litopress fu certamente influenzato dal dare importanza prioritaria alla storia d’Italia e a personaggi italiani, nonché a personaggi storici, visto il titolo della raccolta, più attinenti con la figura di uomo intrepido, piuttosto che alla figura di uomo politico o scienziato o artista, ed, infine, anche dall’ambiente in cui detti personaggi si erano mossi, con predilezione per gli ambienti di interesse prettamente giovanile come il Far West e i personaggi della “frontiera”e le scoperte geografiche o le grandi avventure le guerre, le conquiste, le imprese ed infine lo “spazio”.
Il progetto prevedeva un album con 196 figurine a sviluppo orizzontale (tutte), con personaggi inseriti in maniera da rispettare il corso della storia, numerate, sul fronte, con un cartiglio di piccole dimensioni a forma di cerchietto bianco posto in alto a sinistra e con numero inscritto realizzato a mano, sul retro da un numero posto prima della titolazione della figurina.
3. ASPETTI GRAFICI E TIPOGRAFICI
Le figurine avevano dimensioni 9,4 x 6,4 cm, risultando estremamente simili a figurine cartonate da dispenser anche se non risulta da alcuna parte che fossero distribuite in tale maniera.
Il supporto è formato da un cartoncino di buone caratteristiche medie, di colore grigio o giallo chiaro paglierino (molto prossimo al bianco sporco) e di consistenza piuttosto simile, anche se le grigie sembravano leggermente più pesanti, mentre le “retro chiaro” davano l’impressione di essere più compatte e resistenti, ma le differenze qui notate sono talmente minime che potremmo tranquillamente dire che i due supporti, a parte il colore, erano praticamente identici e comunque improponibili per una teorica distribuzione con dispenser.
Premesso che dell’album si tratterà nella apposita sezione, va detto che la realizzazione non appare tecnicamente perfetta sotto il profilo tipografico, poiche’ le figurine sono un po’ “pallide” e presentano qualche imperfezione negli allineamenti dei cliché, peraltro non di proporzioni tali da rendere il fenomeno particolarmente grave e ripetitivo: nulla che vada oltre il fisiologico.
Le immagini sono realizzazioni originali realizzate con la tecnica dell’acquerello su disegno ripassato a china.
Questa tecnica è evidente e traspare con immediatezza dall’analisi di qualsiasi delle 196 figurine della serie.
Purtroppo l’artista non ha firmato le figurine, per cui, ad oggi, resta sconosciuto.
Questo è sempre un dato negativo quando compare, perché un lavoro artistico dovrebbe essere sempre riconducibile al suo creatore.
Diciamo che la tecnica ad acquerello non è in assoluto la più idonea ad ottenere risultati di livello, proprio perché il segno è marcato dalla linea (poi ripassata a china) e perché i colori sono tenui e sfumati.
Viste le mie conoscenze in ambito pittorico artistico posso avanzare l’ipotesi, derivata dall’ analisi tecnico artistica, che l’autore dei bozzetti, molto probabilmente, sia stata una donna.
Molte delle figure realizzate mancano dell’aspetto marziale e militaresco, che avrebbe certamente trovato terreno fertile in una mano maschile, lasciando il posto ad immagini spesso ieratiche che hanno ben poco di militaresco vedi ad esempio la figurina numero 20 (dedicata ad Alessandro Magno) il cui cavallo sembra elementare e leggermente sproporzionato rispetto al cavaliere, mentre i colori più che una battaglia sembrano evocare una danza o una sfilata.
Tali asincronie tra il narrato e lo stile narrativo sono molto ripetute, quasi costanti e generano quindi l’impressione, per non dire la certezza che siano state tracciate da mano muliebre.
4. I SOGGETTI
Diciamo subito che le scelte editoriali della casa editrice, riguardo i soggetti sono riassumibili nelle seguenti notazioni:
- Figurine stampate numero 196;
- Personaggi raffigurati numero 187;
- Personaggi femminili numero 9;
- Personaggi che condividono una singola figurina numero 6 racchiusi in 3 figurine;
- Personaggi mitologici o romanzati numero 15;
- Personaggi con più di una figurina – numero 10;
- Personaggi con il maggior numero di figurine a loro dedicate numero 2 (Alessandro Magno e Napoleone).
- Figurina non dedicata ad un personaggio: 1 (lega lombarda);
a livello di personaggi che mancano o di cui la mancanza crea un po’ “stridore storico” poteva essere inserito, a titolo esemplificativo Ramsete II, anche per storicizzare di più gli inizi, troppo abbandonati a personaggi mitologici o epico letterari, mentre gli imperatori romani sono troppo pochi, limitati come sono ad Ottaviano e a Costantino (tra i due ci sono altre 300 anni di impero romano, di mezzo, non certo pochini per essere saltati a piè pari), magari si sarebbe potuto inserire Nerone (per la sua efferatezza e per l’incendio dell’Urbe), Marco Aurelio (per la sua importanza storica), o l’eroe romano Germanico, una delle figure più stoiche e pure della romanità del periodo imperiale (seppur non imperatore).
Stona fortemente la presenza di Maometto e la mancanza di Gesù di Nazareth; religione a parte i due personaggi storici sono tra quelli che hanno influenzato di più il mondo con il loro pensiero ed il loro affrontare la vita e, se Maometto è “intrepido”, non lo è certamente di meno Gesù Cristo oppure Buddah!
A mano a mano che ci si sposta verso tempi più recenti, i personaggi si fanno meno rarefatti nel tempo e le mancanze sono meno vistose.
Secondo il sottoscritto, però un posto per il grande imperatore Federico II si sarebbe dovuto trovare, visto che è stato inserito il suo giovane e sprovveduto figlio Corradino (intrepido nella morte, certamente) ma non certo meno del suo certamente più grande genitore.
Se poi troviamo Michelangelo perché non inserire un non certo meno intrepido Leonardo da Vinci?
A parte la prima guerra mondiale mancano completamente personaggi intrepidi legati alla seconda guerra, forse troppo vicina nel tempo per essere già inserita nelle figurine per ragazzi, ma certamente un generale Ike Eisenhower e/o Montgomery non avrebbero sfigurato nella rassegna.
Ma insomma nel complesso” luce verde” alla validità complessiva delle scelte, senza dimenticare che non si tratta di un testo universitario ma di figurine per ragazzi!
E nessuno se lo è dimenticato.
Ottima l’unità stilistica dei soggetti, realizzati tutti dalla stessa mano e con sceneggiatura delle immagini tutte orizzontali.
5. IL RETRO ED I TESTI
Come si addice ad una serie di argomento didattico, i testi devono essere ampi ed esaurienti.
Trattandosi di una raccolta con album, i testi che nelle figurine restano impostati sul retro, si perderebbero, una volta incollate le figurine nell’album.
Naturalmente i testi devono quindi essere riportati anche sull’album, solitamente sotto la sede di incollaggio della figurina.
Questa semplice e banale operazione di impostazione dell’album comporta spessissimo una contrazione dei testi, perché lo spazio sull’album disponibile è decisamente inferiore a quello che c’è nel retro delle figurine.
In questo caso i testi probabilmente risentono di tale vincolo, ma nel complesso riescono, pur nella loro elementarità, ad essere abbastanza esaustivi dell’argomento trattato.
A tal proposito molto positivo e di una certa rilevanza didattica l’accompagnare il titolo della figurina ad una data ben precisa, in modo da fermare nella memoria una collocazione storica precisa.
Non ho fatto una indagine sistematica sulla correttezza storica dei testi, ma a campione me ne sono letti diversi e li ho trovati esattamente come li ho appena descritti.
6. ASPETTI CRITICI
Sostanzialmente la serie è bella, completa, interessante sotto il profilo culturale e ben congeniata, quindi non ci sono “vizi” gravi che ne sminuiscano il significato culturale.
Le figurine erano grandi ed illustrate, c’era l’album ed il numero delle figurine da collezionare non era immenso ma nemmeno scarso, quindi necessitava e necessita di un certo impegno e dava piacere il collezionare la serie.
Unico neo, peraltro già accennato prima, è, secondo me, il lato grafico dell’opera, forse troppo semplicistica sotto questo profilo, mancante di quel pathos che un po’ tutti i personaggi storici di indole intrepida, devono, necessariamente avere e portare con sé.
Forse le immagini sono troppo fumettistiche, forse la grafica è troppo semplicistica e nemmeno giova a questo aspetto la tecnica realizzativa ad acquerello che tende a rendere le immagini più leggere e meno vigorose.
L’acquerello si addice più a paesaggi ameni che a torme di indiani sul sentiero di guerra, più a tramonti sul mare che a condottieri a cavallo!
Comunque una bella serie che, a suo tempo ho collezionato con piacere.
7. ASPETTI COLLEZIONISTICI
Ho sempre ritenuto questa serie una serie divertente e non troppo complicata da portare a termine.
Recentemente, avendo ripreso, dopo diverso tempo, la serie per studiarne un po’ tutti gli aspetti, mi sono reso conto che su eBay non è che ci siano poi tantissime offerte!
C’era una volta è arrivato anche qui’!!!
Diciamo che queste sono figurine da 2 euro, massimo 2,5 a pezzo e qualcosina si cala di fronte ad acquisti multipli.
Il problema è trovarle però!
Alle fiere ogni tanto ci si imbatte in qualche pezzo, talvolta perfetto, talvolta talmente messo male e decolorato da essere quasi incollezionabile.
Un modo intelligente per trovare queste figurine è quello di non sottovalutare l’opportunità di ricercare un album da recupero.
Spiego meglio questo concetto.
Poiche’ l’album era realizzato con carta piuttosto sottile (uno standard per le cartonate del periodo), oggi si trovano spesso album piuttosto malandati e che, di conseguenza subiscono il peso, in sede di valutazione del loro stato generale di conservazione piuttosto cattivo.
Questo rende l’album adatto al recupero delle figurine, che spesso, invece sono ben conservate.
È necessario farsi un po’ di conti e scegliere un album da recupero con parecchie figurine dentro (recentemente - primavera 2014 - su eBay ne sono stati venduti due uno a 80 e l’altro a 90 euro, entrambi con 150 figurine), rendendo il costo di ogni figurina pari a circa 50 cents l’una.
Certo, le figurine vanno recuperate e con le cartonate il procedimento è lungo e non facile, ma con un po’ di istruzioni, senza avere frette strane ed altrettanto buona manualità, si può riuscire in un’operazione estremamente conveniente sotto il profilo economico e collezionistico.
Bisogna saper aspettare l’occasione giusta, cosa che ad un vero collezionista non sarà difficile di intuire quando finalmente sia arrivata!
Buona collezione!!!