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EDIZIONI BALILLA - MILANO - ROMA

SERIE

“ SPORTIVI 1938-39 “

BORDO BIANCO CON BANDA TRICOLORE

 

FIGURINE

PRESENTAZIONE

BAL 38 078 GUERRA F

 

1. PREMESSA

Come si sa, il motto dei romani, sin dal primo periodo imperiale era quello del “Panem et circenses”, come ci riporta il poeta satirico Giovenale (siamo attorno all’anno 100 d.c.), volendo significare che a Roma l’impero, per mantenere elevato il consenso popolare, provvedeva a fornire elementi semplici della dieta a costi calmierati e abbondanti spettacoli circensi nelle varie arene della città.

Quando un regime è in affanno e sa bene che il popolo ne sente immediatamente il “fiato corto”, è necessario nascondere i problemi, prima che il malessere si tramuti in “distanza” e poi in avversione, prima ancora che in presa di coscienza.

Il popolo non ha memoria se non di sé stesso e del suo problema che è intrinsecamente legato ai propri bisogni primari, sostenere la famiglia, portare il tozzo di pane a casa a fine giornata.

Forse per un po’ di tempo, specie in un regime che non concede la parola a chi la pensi in difformità, certi malesseri possono anche sorgere con tempistiche prolungate, ma poi il rovescio della medaglia sarà quello che il conto da pagare sarà, per chi ha mentito, nascosto o camuffato, molto ma molto più salato da pagare e spesso la “riscossione” avverrà in modo rapido e con modalità nient’affatto gentili!

Gli anni in cui questa serie esce sono gli ultimi che un regime asfittico impone, cercando di sopravvivere a se stesso attraverso imprese impossibili ottusamente ritenute possibili ed il richiamo all’amore patrio, ai valori fondanti, alla bandiera (ci sarebbero i valori storici del passato ma questi si era già ampiamente abusato, spesso anche a sproposito coi richiami all’impero, a Roma, alla sua gloria millenaria ecc. ecc., fino a renderli una caricatura di se stessi).

A dare una mano al regime arrivano nel 1938 i Campionati mondiali di calcio che si giocheranno a Parigi e che noi affrontiamo da Campioni del mondo uscenti.

L’Europa è una polveriera con la miccia corta e troppi hanno il cerino acceso in mano!

Questi mondiali sono una occasione di “circenses” da non sprecare!!!

2. LA DATAZIONE

La serie è priva di album, quindi priva di un suo titolo ufficiale, priva di un elenco, priva addirittura di una “paternità” dichiarata in maniera indelebile, magari sul retro delle figurine.

La Balilla resta fedele alla sua immagine ed il vuoto del retro recita un “Balilla” granitico e grosso come una casa anche se nessun inchiostro lo ha mai scritto.

Priva dunque di ogni informazione o notizia, la serie si presenta “nuda”, unici elementi le sole figurine.

A questo punto è necessario dare una datazione a questa realizzazione e quindi ricorrere alle figurine ed a quello che ci dicono a livello sportivo.

Siccome ci sono i calciatori in raccolta è più facile che ci siano delle informazioni dirimenti ed esplicative che dal calcio e dalla sua “campagna” trasferimenti, tramite le divise di gioco, giungono sempre puntuali a parlarci di date.

Già la figurina numero 1 ci dà una informazione: Arcari IV (al secolo Bruno Arcari) è raffigurato con una maglia granata che sarebbe possibile associare a quella del Livorno ma presenta uno stemma che riconosciamo come quello della Nazionale italiana di calcio o quello della squadra Campione d’Italia (era detto lo scudetto binario perché oltre al simbolo dei Savoia – Casa Reale regnante- e del Tricolore, era sormontato dalla corona e dal fascio littorio laterale sulla sinistra).

Ma era detto “binario” anche perché appariva indistintamente sulle maglie sia dei Campioni d’Italia sia della Nazionale, cosa che oggi è impossibile perché la Scudetto sulle maglie della Nazionale è uno stemma della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC), mentre lo Scudetto di Campione d’Italia è emanazione della Lega Nazionale Professionisti Serie “A”.

Arcari aveva giocato sempre e solo nel Livorno, mai Campione d’Italia, ma aveva anche giocato in Nazionale, per cui poteva trattarsi della immagine di Arcari con maglia della nazionale ricolorata in amaranto.

Ma con grande sorpresa ci si è accorti che l’unica partita in Nazionale Arcari l’aveva giocata il 3 marzo 1940 a Torino contro la Svizzera e questo era incompatibile con l’immagine di Arcari come appare nella serie.

Andando a scartabellare nelle pubblicazioni dell’epoca è venuta fuori le verità: la figurina è ricavata da una immagine di Bruno Arcuri IV scattata il 25 aprile del 1937 in occasione dell’incontro di calcio tra Lussemburgo A ed Italia B finita per 3 a 2 per i lussembughesi (una partita, dato il risultato, in cui era meglio essere andati a pesca di trote, piuttosto che a vederla o, soprattutto a giocarla) dove Arcari si distingue per aver “sbagliato un paio di facili occasioni da rete”! (fonte Gazzetta dello Sport).

La serie quindi riceve sin dalla prima figurina una data: non può essere retrodatabile al 1937 dato che la foto è della stagione 1936-37 e anche se usata alla prima circostanza può esserlo stata esclusivamente per la stagione 1937-38.

La figurina numero 12 della serie è quella dell’interista Bruno Vale, una bella figurina composta in cui vale sfoggia, sulla sua divisa da gara lo Scudetto di Campione d’Italia di cui l’Inter si fregia avendo vinto il Campionato 1937-38.

Bruno Vale ha giocato nell’Inter quella unica stagione 1938-39, conquistando la Coppa Italia ma terminando il campionato al terzo posto dietro il Torino ed il Bologna che si laurea campione d’Italia per la quinta volta.

La datazione della serie è bell’e fatta, la serie è del 1938-39 se la dobbiamo vedere con mentalità calcistica e del 1938 se facciamo riferimento ad altri sport, tenendo però bene a mente che gli altri sport, uno per tutti il ciclismo, si sviluppano prevalentemente nel periodo primavera tarda estate con team che vengono realizzati in inverno e che cominciano a fasi vedere alla prime classiche d’apertura stagione tra cui la Milano Sanremo.

Quindi l’attività agonistica del ciclismo è riconducibile alla stagione sportiva solare (di quel determinato anno, ma le operazioni di formazione delle squadre, allenamenti ecc. ecc., vengono già realizzate nell’anno precedente.

Per il ciclismo la stagione sportiva vera e propria, quella raffigurata sulle figurine è quella del primo anno di una datazione di tipo calcistico e non può essere altrimenti dato che una serie calcistica viene realizzata in estate quando il ciclismo è in piena stagione agonistica per cui le scelte e le immagini del ciclismo non sono proiettate verso la nuova stagione, come quelle del calcio ma verso la stagione in corso quando questa è già in via di spegnimento.

Nello specifico il ciclismo raffigurato in questa raccolta 1938-39 è quello della stagione ciclistica agonistica del 1938.

Unica eccezione è quella del pugilato che non ha una vera e propria stagione sportiva ma, essendo impostato su singoli incontri, quasi tutti scelta dei singoli pugili e con tempi massimi stabiliti per la difesa di un titolo dalle federazioni nazionali ed internazionali, vive la sua attività fuori da schemi temporali preordinati, definendo le sue “date” su quelle degli incontri ufficiali.

La dicotomia tra Calcio ed “altri sport” è talmente evidente che, appena il ciclismo professionistico (movimento sportivo trainante) cominciò a muoversi a ritmi differenti, più moderni e rapidi, le serie polisportive sono andate dividendosi in serie di calcio ed in serie di ciclismo e/o di altri sport.

3. IL PROGETTO

Progetto è semplice, essenziale, con quantità di contenuti da serie minore ma non da “seriuncola” (100 figurine), non numerate, senza album, con costi quasi politici, quindi popolari, discreta ma non ottima qualità di stampa, supporto cartonato piuttosto leggero, aspetto sportivo decisamente curato e senza evidenti gravi errori.

Presenza di sportivi di diverse discipline (calcio, ciclismo, pugilato automobilismo, motociclismo e qualche atleta di rilievo di altri sport.)

La guerra è alle porte, a settembre 1939 la Germania di Hitler invaderà la Polonia.

Non c’era certezza del domani, tutto andava razionato, semplificato.

4. ASPETTI GRAFICO TIPOGRAFICI

La serie è realizzata su un supporto piuttosto leggero, seppur cartonato, ma è la mescola che lascia un po’ a desiderare.

Osservando questa serie e quella dell’anno successivo edite dalla medesima casa, si nota subito come la raccolta Balilla 1939-40 abbia figurine mediamente molto meglio conservate rispetto a quelle realizzate per questa serie e la ragione non sta nel fatto che questa sia una serie più datata (un solo anno di vita in più, non avrebbe senso ai fini conservativi), ma esclusivamente nella qualità migliore del supporto della più “giovane”.

Per questa serie la Balilla fa una scelta patriotica che la contraddistingue, dato che su tutte le figurine viene inserita, a mo’ di costante, una striscia angolare tricolore che per le 96 verticali è posta nell’angolo in alto a sinistra mentre per le quattro orizzontali nell’angolo in basso a sinistra.

Per tutte le figurine l’impostazione prevede una cornice bianca non molto spessa ed un quadro centrale in cui da padrona la faranno gli sfondi di sintesi che spaziano dagli arancioni agli azzurri, dai rossi intensi agli amaranto, dai verdi bandiera ad un viola carico, poi dei grigi, per un effetto cromatico molto forte che, mescolato con le maglie e le divise degli sportivi, creano un vero arcobaleno anche se, poi, l’inchiostratura non pesante, riesce a stemperare questa grandi distese e miscellanee di colori.

Voglio ricordare che, quando le figurine sono impostate con uno sfondo di sintesi, come nello specifico di questa serie, non si hanno le sfumature o le continue variazioni di colore dettate da sfondi che raffigurano qualche cosa, di solito un panorama, una veduta di uno stadio, di un campo di allenamento e così via, ma gli sfondi sono specchi monocolori rigidi e piatti in cui il colore campeggia nel suo essere, senza variazioni.

Tutte le figurine verticali contengono immagini di atleti a mezzo busto, con una sola eccezione che è la figurina numero 95 dedicata a Tazio Nuvolari che viene raffigurato in un primo piano.

Per ragioni di carattere tecnico sportivo 4 figurine sono orizzontali ed appartengono tutte a piloti “al volante” per cui era necessaria una figurina che a tal uopo si prestasse.

Le figurine sono tutte numerate e la Balilla pone il numero all’interno di un cartiglio circolare bordato con filo nero e dallo sfondo bianco per garantire la sua massima visibilità, essendo il bianco bandito dalla tavolozza dei colori di sfondo.

Il numero è scritto con un carattere troppo piccole e non rimarcato dal neretto, per cui appare un po’ sfuggente, quasi senza lasciare traccia.


5. I SOGGETTI

La scelta dei soggetti, in una serie di soli 100 pezzi per di più a carattere polisportivo è sempre l’aspetto più interessante da studiare e descrivere perché ci da tantissime informazioni sia sulle “popolarità” di determinati campioni, come termometro delle aspettative del tifoso ed anche sulle scelte che l’editore ha voluto fare sui nomi dei campioni da inserire, non sottovaluterei neppure l’aspetto campanilistico legato al tifo e quindi anche in maniera diretta alla maggiore o minore commerciabilità della serie.

La raccolta si compone delle seguenti categorie di sportivi:

46 calciatori;

41 ciclisti;

07 piloti motoristici;

04 pugili;

02 campioni d’atletica leggera.

Per quanto riguarda il calcio il frazionamento per squadra delle 46 figurine dedicate ci consegna i seguenti dati:

13 figurine – Internazionale (all’epoca Ambrosiana);

08 figurine – Milan (all’epoca Milano);

05 figurine – Roma;

04 figurine – Bologna – Juventus;

03 figurine – Triestina;

02 figurine – Lazio - Livorno – Torino;

01 figurina – Genoa 1893 – Bari - Liguria.

E’ interessante notare che ben 11 dei 46 calciatori in raccolta non compaiono con la maglia del club di appartenenza ma con la maglia della Nazionale, fatto che non ritengo dettato da fattori tecnici legati alla difficoltà di reperimento delle immagini con “casacca” del club, quanto piuttosto di una precisa volontà editoriale di privilegiare un valore comune e condiviso attraverso l’utilizzo della maglia della Nazionale che, non scordiamocelo mai, si era appena laureata a Parigi Campione del mondo per la seconda volta consecutiva ed era quindi un elemento “nazionale” che inorgogliva il P.N.F. che di questi successi, come detto in premessa, ne faceva un valore politico, più che sportivo!

Delle 16 Società del massimo campionato mancano i rappresentanti di Bari - Lucchese - Modena – Novara – Napoli.

Mancanze a cui siamo abituati specie in serie “ridotte” come questa.

6. ASPETTI COLLEZIONISTICI

Coeva com’è con i grandi successi della Nazionale italiana di calcio che in un quadriennio (’34-’38) pose il nostro Calcio all’attenzione del mondo intero con la conquista di due mondiali consecutivi e di un titolo olimpico, questa serie non poteva sottrarsi ad una paurosa rivalutazione complessiva in ragione della presenza nelle sue fila di figurine di calciatori di fama mondiale storica che sono divenute nel tempo, singolarmente, per ragioni di collezionismo monotematico di origine estera, estremamente ricercate sul mercato internazionale con quotazioni molto elevate.

Questa è la ragione per cui sino a qualche anno fa era possibile iniziare e terminare questa raccolta con un impegno finanziario più che accettabile, mentre oggi quella ”storia” va rivista in termini di costi generali complessivi, sui quali, ovviamente influiscono le richieste di mercato di determinate figurine, prima tra tutte quella di Meazza e di Nuvolari.

Quindi serie per nulla introvabile, con pezzi di valore medio sui 5 – 7 euro che poi però, per essere completata, ha bisogno di tre o quattro acquisti di costo elevato e variabile.

Come sempre

Buona collezione !!!!!!!

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