PERSICOSTAMPA – CREMONA
SERIE
“ I MERAVIGLIOSI FUSTELLATI ”
IL GIOCO DEL CALCIO 1967 – 1968
FIGURINE
PRESENTAZIONE
Il Nielsen Harald della "Cartella" numero 14 ed il Nielsen Harald recuperato sciolto ma proveniente da una "Cartella" di numero superiore al 16 e denominata dalle Persicostampa "Cartella con gli aggiornamenti della campagna trasferimento dei giocatori 1967-68" cosa che non risponde assolutamente a verità in quanto la raccolta da cui è tratto il Nielsen del Bologna è la cartella numero 14 che appartiene al 100 % alla raccolta 67-68 senza averne nulla a che spartire essendo una figurina palesemente datata 1966-67 (come peraltro molte altre di questa raccolta).
Si noti il dettaglio, sulla maglia nerazzurra di Niesen, lo scudetto cancellato il che ci da la certezza che la figurina di Nielsen sia stata realizzata con un trucco di fotocomposizione, sfruttando la figurina di Bedin per il corpo ed una immagine del viso di Nielsen H .
1. ANTEFATTO
Questa serie di figurine, come ben raccontato nell’articolo “introduzione alla serie 1967-68” posto all’inizio di questa finestra di scorrimento, nonché dai vari articoli di presentazioni riguardanti le Althea-Cremifrutto “Calciatori fustellati 1966-67”, le Pagliarini “Calciatori fustellati 1966-67” e le Desan “Calciatori fustellati 1966-67, ha una doppia genesi, una unica paternità e molte titolazioni differenti.
Insomma un bel “Caos” che però non presenta criticità formali ma ha, semplicemente, bisogno di chiarezza di trattazione.
La paternità di queste figurine è unica ed è ascrivibile esclusivamente alla Persicostampa di Cremona.
L’Editore, proprietario e realizzatore, pur mantenendo la proprietà ed i diritti sulle figurine, li cede, (realizzando anche le figurine personalizzate sul retro) a tre ditte diverse, la Althea di Parma, la bergamasca Pagliarini e la misteriosa Desan di cui non conosciamo assolutamente nulla.
Queste figurine escono come singole figurine, quindi dotate ciascuna di un proprio sfondo e di una cornice propria, con i marchi a retro delle tre sopracitate ditte e sono, nella misura in cui sono state recuperate, pubblicate sul sito negli spazi dedicati a ciascun “firmatario” del retro, ricordando che ideazione, progettazione e realizzazione furono prerogative della Persicostampa.
L’accordo di cessione diritti e realizzazione per conto terzi dele figurine fu di una sola stagione sportiva, la 1966-67.
Aggiungiamo anche una non secondaria osservazione, ovvero che il prodotto marcato Althea, Pagliarini e Desan è un prodotto sportivamente ascrivibile al 100% alla stagione sportiva 1966-67.
Per saperne di più invitiamo a leggere le presentazioni delle singole serie all’interno del contenitore della “Casa editrice”, termine che, in questo caso significa più propriamente “Ditta sotto il cui marchio le figurine sono state distribuite al pubblico” come gadget accompagnatore di un prodotto commerciale.
2. LA SERIE 1967-68 – IL PROGETTO
La Persicostampa che da tempo stava predisponendo una grande serie con album di figurine di tipo classico e cartacee dedicata al “Campionato di calcio 1967-68”, avendo a disposizione una discreta quantità di materiale già predisposto perché realizzato per conto di Althea, Pagliarini e Desan, decide comunque di sfruttarlo, questa volta in proprio, dando alla serie un personale imprinting tipografico e una forma di distribuzione del tutto nuova.
Poiché il Campionato 1966-67 è oramai alla fine la Persicostampa, pur conscia che il proprio realizzato è decisamente tutto ambientato nella stagione 1966-67, decide di chiamare la nuova realizzazione “IL GIOCO DEL CALCIO 1967-68”, preceduta dalla mirabolante espressione “I meravigliosi fustellati”!
Il progetto, al di là dei contenuti sportivi, prevede il posizionamento di 11 figurine fustellate, generalmente di squadre differenti, all’interno di “Cartelle” numerate di formato 16,5 X 24,5 (a sviluppo verticale) realizzate con un unico foglio di cartoncino ripiegato a metà e stampato nella facce esterne con il fronte delle figurine e, nelle due facciate interne, con il retro delle stesse (naturalmente la cartella veniva poi passata nella macchina fustellatrice per dare a ciascuna singola figurina la possibilità di essere “estratta” dal foglio con semplice operazione di pressione, senza dover ricorrere a forbici od altro.
La “Cartella” veniva poi imbustata in una “grande bustina” e commercializzata a 50 lire (cifra non proprio invitante dato che le figurine erano solo 11, anche se fustellate).
Queste cartelle, numerate dalla Persicostampa, sono state recuperate sino ad oggi dalla numero 09 alla numero 16 e contengono complessivamente 88 figurine singole fustellate.
Al di là di quanto ritrovato, sino ad ora (dicembre 2024) mancano all’appello sicuramente una o due cartelle con numerazione inferiore alla numero 09 oppure superiore alla 16 (riteniamo che la prima ipotesi si di gran lunga la più probabile) e ciò in ragione del fatto che ci sono stati anche ritrovamenti di figurine singole, avulse da quelle contenute nelle cartelle conosciute (9-16) e quindi contenute in almeno altre due cartelle di cui, per l’appunto non si conosce il numero e di cui non si ha traccia.
Quello che si può escludere in maniera assoluta è la possibilità che le singole figurine ritrovate possano essere state commercializzate dalla Persicostampa con modalità differente da quella delle “cartelle”.
Anticipando un po’ quello di cui parleremo poi nel capitolo dedicato ai retro delle figurine, va assunto che le figurine Persicostampa sono facilmente distinguibili da quelle marcate Althea, Pagliarini o Desan, questo ad evitare che si possa pensare che la singola figurina ritrovata potesse appartenere alla produzione in singole figurine approntata per la committenza a suo tempo.
Anzi, avremmo potuto inserire all’interno della produzione della Persicostampa anche alcune figurine edite sotto il “cappello” Pagliarini, ma non lo abbiamo fatto limitandoci a pubblicare una unica figurina senza un retro reale della Persicostampa ma, in quel caso, che vedremo dettagliato dopo, c’è la certezza assoluta che quella figurina esista in versione Persicostampa dato che la sua silhouette è all’interno di una delle cartelle (la numero 15) a noi pervenuta vuota, ovvero senza le figurine, ma su cui sono stampati comunque i nomi dei calciatori in cartella; il caso specifico si riferisce alla figurina del calciatore della Fiorentina Kurt Hamrin.
La Persico, ben conscia che stava mettendo sul mercato con datazione ufficiale 1967-68 delle figurine nate per essere, sportivamente parlando, tutte databili 1966-67, ricorse ad un espediente in quanto riportò in “pompa magna” su ciascuna delle cartelle pubblicate la seguente dizione: “Col mese di Settembre le cartelle usciranno con gli aggiornamenti dei trasferimenti giocatori per il Campionato 1967-68”.
Non bisogna essere dei geni per capire che a settembre le uniche novità che la Persicostampa poteva inserire nelle cartelle di prossima pubblicazione erano le risultanze della campagna acquisti di luglio agosto 1967, quindi queste risultavano essere aggiornanti una raccolta 1966-67 (ed era questa la realtà celata) ma non certo essere una miglioria della raccolta distribuita in cartelle se questa fosse realmente stata (come dichiarato dalla stessa Persicostampa) una raccolta 1967-68.
Ma la realtà è questa: la Persicostampa chiamò “fischi” per “fiaschi”, come recita un noto detto popolare!
3. ASPETTI GRAFICI E TIPOGRAFICI
Le cartelle, di cui sopra abbiamo dato una descrizione di massima erano di un buon cartoncino ben dimensionato anche perché quello era anche il supporto della figurina ”estratta” dalla cartella che doveva poi reggersi da sola e non collassare su se stessa.
La cartella era costituita da un foglio di cartoncino stampato su ambo le facciate e poi ripiegato a metà su se stesso in modo che il fronte delle figurine risultasse esterno ed il retro invece, decisamente meno accattivante perché con sole silhouette e scritte, finisse all’interno del foglio piegato.
La stampa delle figurine tutte di tipo fotografico era abbastanza precisa con colori vividi e idonea per immagini di quel genere e poi le immagini spiccavano prepotentemente dal fondo del foglio di un bel bianco.
L’autorizzazione della lega calcio era datata 07 ottobre 1966 e costituiva, anche per tempistica la classica autorizzazione per realizzare una serie dedicata al campionato 1966-67.
Sicuramente l’ideazione delle cartelle fu geniale e rappresentò una assoluta novità, mentre gli altri aspetti connessi furono realizzati con una certa accortezza anche se purtroppo la stampa non era semplice e si registrano errori di allineamento a volte gravi (immagine decentrata rispetto alla fustellatura) che poi sarebbe più giusto dire fustellatura realizzata con decentramento rispetto alla immagine.
Questo errore è tanto più grave quanto più la figura fuoriesce dalla fustellatura considerando che un simile errore si ripercuote su tutte le figurine della cartella in quanto la fustellatura era fatta sulla cartelle, quindi l’errore era poi risultante sulle 11 figurine della cartella.
Va detto che la Persicostampa adottò delle fustelle decisamente più grandi rispetto all’immagine del calciatore creando quindi una piccola area di sfondo che dava alla figurina una profondità maggiore e permetteva a piccoli disallineamenti di fustellatura di essere assorbiti senza che si verificassero tagli al soggetto calciatore.
4. I SOGGETTI - ASPETTI SPORTIVI
Ragioniamo sul recuperato che, ricordiamolo, è di due tipi: uno quello contenuto e certificabile alle cartelle conosciute e numerate e l’altro riferito a ritrovamenti di singole figurine di calciatori provenienti da “cartelle” sconosciute, abbiamo sino ad ora in cascina 99 figurine fustellate.
a.Le 11 fuori delle “cartelle”.
Di queste 99, 88 figurine provengono direttamente dalle cartelle mentre le rimanenti 11 sono figurine singole prive di cartella, quindi ritrovamenti singoli.
La lista di queste 11 figurine è la seguente:
01 Barison (Napoli);
02 Belli (Milan);
03 Corso (Inter) senza scudetto;
04 Diomedi (Bari);
05 Jair (Roma);
06 Lenzi (Venezia);
07 Nielsen Harald (Inter);
08 Noletti (Sampdoria);
09 Picchi (Varese);
10 Scala (Milan);
11 Vitali (Fiorentina).
L’interessante di queste 11 figurine è il fatto che le prime 10 dell’elenco sono figurine provenienti da “cartelle settembrine” ovvero quelle che era scritto sarebbero uscite a settembre 1967 e contenenti “gli aggiornamenti dei trasferimenti giocatori per il campionato 1967-68”, come recita la didascalia presente in ogni “cartella”.
In effetti, dando una veloce scorsa all’elenco, Barison era già presente ma in maglia Roma, Belli diventa nel 67-68 il titolare del Milan per la cessione di Mantovani al Bari, Corso è realizzato senza lo scudetto quindi un Corso versione 67-68, Jair in maglia Roma è una 67-68 sostituisce la Jair in maglia Inter, Lenzi e Diomedi due ex viola sono qui in maglia rispettivamente di Bari e Venezia, mentre Harald Nielsen è in maglia Interista (senza scudetto) in sostituzione di quello rosso blu, lo stesso per Noletti versione Sampdoria (l’altro era versione Milan), per Picchi versione Varese (l’altro era in maglia nerazzurra con scudetto)ed infine per Scala versione Milan (in questo caso non abbiamo uno Scala versione Roma ma la figurina dello Scala milanista è palesemente uno Scala Roma ritoccato).
La figurina di Vitali (Fiorentina) deve appartenere ad una “cartella” di quelle iniziali in quanto Vitali nel 1967-68 è in forza al Brescia mentre la maglia viola che indossa relega la sua figurina al 66-67, quindi in Cartella di quelle primitive o primigenie, non settembrine.
b, Le possibili altre cartelle primigenie
La figurina di Vitali ci dice che deve per forza esistere almeno una ulteriore cartella “non settembrina”, quindi con calciatori tutti adattabili alla stagione calcistica 1966-67 ma non necessariamente alla stagione successiva.
Osservando attentamente il complesso delle figurine di cui oggi abbiamo certezza, potrebbe ipotizzarsi che in questa fantomatica “Cartella”, che per comodità chiameremo “08” potessero esserci i seguenti calciatori:
Tumburus e Turra del Bologna, gli unici due mancanti per avere l’intera compagine titolare del 1966-67, anche considerando che la figurina di Turra esiste in versione Pagliarini;
Facchetti e Suarez dell’Inter -con scudetto -(osservando la numerazione delle maglie dell’Inter ci si accorge che mancano il numero 3 ed il numero 10, guarda caso i numeri dei nostri due);
Sarti Benito e Del Sol della Juventus (anche qui i due unici numeri mancanti sono il 3 e l’8 che erano i numeri spesso indossati proprio da Sarti Benito e Del Sol;
Chiarugi della Fiorentina solito indossare la casacca 11 dei viola, l’unica che manca all’appello se si considerano anche le figurine non settembrine di Diomedi, Lenzi e Vitali;
Bandoni del Napoli, unica squadra tra le grandi mancante del numero 1;
Scala della Roma anche in funzione della presenza dello Scala “settembrino” versione Milan;
Fortunato, Trapattoni e Lodetti la cui figurine esistevano in maglia Milan in versione Pagliarini, quindi al 99% riproposta nelle “Cartelle” Persicostampa, anche perché erano titolarissimi e giocatori da nazionale (a meno di Fortunato);
Cei e Governato i due unici numeri mancanti alla Lazio che sappiamo avere una rappresentanza di 9 calciatori su 11 con mancanti i numeri 1 e 4 che erano quelli proprio di Cei e Governato.
Non escluderei neppure Boninsegna del Cagliari sia perché gli isolani avevano una rappresentanza nutrita.
Citerei anche due calciatori del Mantova: Pavinato e Salvemini dato che la squadra dei virgiliani aveva un elevato numero di figurine in raccolta.
Insomma c’è materiale per almeno un altro paio di schede, ma queste devono uscire, altrimenti tutto il ragionamento portato avanti diventa un futile “divertissemant”.
Anche perché, ricordiamocelo siamo partiti da una sola figurina inventariata: quella di Vitali della Fiorentina e di strada fantasiosa (ma sino ad un certo punto) ne abbiamo fatta non poca.
c. L’analisi delle 88 figurine inserite nelle cartelle 09 - 16
Le otto cartelle Persicostampa sino ad ora ritrovate ci forniscono 88 figurine la cui analisi rappresenta un elemento cardine per tenere al freno questo cavallo imbizzarrito che la Persicostampa ci ha lasciato.
L’analisi che ho intenzione di proporvi è quella del contenuto per club insito nella raccolta che è poi una successione di istantanee che la serie ci offre sul panorama del calcio italiano della stagione sportiva 1966-67, ricordando per l’ennesima volta: che la raccolta è marcata 1967-68 e che nelle cartelle 09 – 16 non c’è una sola figurina non ascrivibile al campionato 1966-67.
Il primo frazionamento da fare è quello dei calciatori frazionati per club:
10 – Bologna – Inter – Fiorentina (arriva a 10 con la figurina di Vitali la 89a – vedi sopra);
09 – Juventus – Milan – Lazio;
08 – Mantova;
06 – Napoli;
04 – Roma – Cagliari;
03 – Torino;
01 – Lecco;
00 – Atalanta – LR Vicenza – Brescia – Spal – Venezia – Foggia;
serie “B”
06 – Sampdoria.
Come si vede un quadro fortemente sbilanciato anche perché ci sono ben 6 delle 18 squadre di “A” che non hanno neppure una figurina.
E’ più che plausibile che inizialmente la Persicostampa abbia pensato di realizzare un progetto con 19 o 20 schede (con 19 schede si sviluppavano 209 figurine sufficienti per tutte le 18 di serie “A” e per 11 figurine di Serie “B” o magari un progetto basato su 20 schede con 18 per la serie “A” e 2 (pari a 22 figurine) per la Serie “B”.
Questo spiegherebbe il motivo per cui le prime figurine le troviamo a partire dalla Cartella 09.
Abbiamo la certezza (dataci dalla figurina di Vitali) della esistenza di una scheda ulteriore fino ad ora non censita, che potrebbe essere, per logica la cartella 08.
Come si diceva all’inizio di questo paragrafo, una ulteriore riflessione si deve fare su questi 89 calciatori noti ed anche su altri 10 ancora ignoti (i compagni di Vitali nella scheda che ancora non è stata censita).
Tuttavia, siccome questa riflessione implica la conoscenza di tutti i soggetti, questi ulteriori 10 calciatori sconosciuti non entreranno tra gli elementi di riflessione a meno di Vitali che è una posizione nota.
La riflessione si basa sulla domanda relativa a quante di queste 89 figurine, tutte sportivamente ascrivibili alla stagione sportiva 1966-67 lo fossero anche per la stagione sportiva successiva.
La cosa oltre che interessante è anche molto importante al fine di valutare il lavoro di implementazione delle figurine del campionato 67-68 attraverso l’immissione di nuove figurine quelle che abbiamo battezzato come “settembrine”.
Questa valutazione è molto più complessa di quanto si possa credere, e l’affronteremo sottraendo di volta in volta ciò che non è trasmissibile alla stagione sportiva 1967-68.
La prima cosa banale da fare è quella di individuare, fra tutte le 89 figurine quelle che non possono oggettivamente transitare nella raccolta successiva.
Queste figurine sono:
Nielsen H. del Bologna – Diomedi, Vitali e Lenzi della Fiorentina – Guarneri, Jair e Vinicio dell’Inter – D’Amato e Dotti della Lazio – Angelillo del Lecco – Ceccardi del Mantova – Mantovani e Noletti del Milan – Barison della Roma – Maldini del Torino e Tentorio della Sampdoria per la ragione che tutti furono trasferiti presso altra squadra a meno di Maldini che invece lasciò il calcio giocato.
In tutto si tratta di 16 giocatori.
Restano quindi 89 -16 = 73 calciatori idonei per essere nella raccolta 1967-68.
Problema Inter: le figurine dell’Inter nella stagione 1967-68 furono realizzate dalla Persicostampa prive dello scudetto che indossavano sulle casacche del 1966-67 e questo impone di considerare non idonee ad essere figurine della stagione sportiva 67-68 tutte le figurine dell’Inter con lo scudetto ovvero: Sarti G: – Bedin – Burgnich – Corso – Domenghini – Mazzola – ovvero sei figurine per cui il complessivo delle papabili 67-68 passa da 73 a 67 figurine.
Fortunatamente il movimento delle promozioni/retrocessioni tra “A” e “B” in questo caso non incide più di tanto dato che retrocedono Lazio, Foggia, Venezia e Lecco mentre salgono solamente due squadre una delle quali, essendo la Sampdoria, valida tutte le figurine della Sampdoria in raccolta che, peraltro non avevamo tolto a meno di Tentorio perché ceduto, mentre le non poche figurine di calciatori della Lazio restano in raccolta come rappresentanti della serie “B”.
Alla fine della giostra restano, delle 89 figurine iniziali di cui 83 di “A” e 6 di “B”, solamente 67 figurine di cui
60 di “A” e 7 di “B”.
Anche in queste immagini tutta la incogruenza e la poca serietà della casa editrice che in una Serie titolata 67-68 inserisce nelle "Cartelle"rispettivamente numero 10 e 14 le figurine di Diomedi e di Lenzi in maglia viola (stagione 66-67) in una raccolta titolata 1967-68 e poi gli stessi calciatori con la medesima figurina ritoccata per simulare la maglia del Bari e la maglia del Venezia dove i due calciatori erano stati trasferiti all'inizio della stagione 1967-68. Le figurine in maglia Bari e Venezia, recuperate sciolte, provengono sicuramente da "Cartelle" 67-68 non ancora recuperate e quindi con numerazione superiori al 16.
d. Le cartelle “settembrine” con le novità 1967-68
Della esistenza di queste cartelle abbiamo la certezza solo facendo una operazione di “triangolazione” come si dice in gergo topografico, nel senso che sappiamo che devono esistere perché previste dalla Persicostampa (ma non avendone neppure una ritrovata non abbiamo la ricercata certezza della loro effettiva realizzazione e commercializzazione), certezza che però ci viene fornita dal ritrovamento di figurine sciolte che a questa tipologia di cartelle devono appartenere al 100%.
In altri termini l’esistenza di queste cartelle ci viene certificata dal ritrovamento del loro “contenuto”.
Sino ad ora (dicembre 2024) sono state recuperate le seguenti figurine (elenco già precedentemente riportato – paragrafo a - che si ripete per agevolare la fruibilità di questo paragrafo d):
01 Barison (Napoli);
02 Belli (Milan);
03 Corso (Inter) senza scudetto;
04 Diomedi (Bari);
05 Jair (Roma);
06 Lenzi (Venezia);
07 Nielsen Harald (Inter);
08 Noletti (Sampdoria);
09 Picchi (Varese);
10 Scala (Milan);
Sin qui siamo nel campo del recuperato e refertabile in gallery con l’immagine della figurina, però, a livello di studio, si può tentare di ricostruire, magari solo parzialmente o magari anche in eccesso, attraverso la triangolazione di diverse informazioni, quale potrebbe essere stata l’opera di aggiornamento che la Persicostampa apportò, attraverso l’edizione delle Cartelle settembrine alla raccolta 1967-68.
Come abbiamo puntualmente documentato nei punti precedenti nella così detta “problematica Inter, non può non prendersi in considerazione tale aspetto che dovrebbe comportare la realizzazione, all’interno delle “Cartelle settembrine”, di tutte le figurine dei calciatori dell’Inter sulla cui maglia non c’è più lo scudetto.
Sino ad oggi sono state recuperate, ricordando che non è stata ancora recuperata una sola “Cartella” il cui contenuto sia esclusivamente di calciatori 1967-68: due figurine dell’Inter, una nuova ovvero Harald Nielsen ed una già vista con quella maglia, cioè Corso, ambedue con lo scudetto “cancellato” (più spesso ricoperto).
Ciò fa presupporre che Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Domenghini, Mazzola e Suarez siano stati realizzati anche loro con lo scudetto “cancellato.
Inoltre, considerando che l’Inter era una delle poche squadre ad essere rappresentata da tutti gli 11 titolari, si presuppone che le figurine di Guarneri, Jair, Vinicio e Picchi possano essere state sostituite a parte Vinicio con Nielsen (scambio certificato dai ritrovamenti) ma da Dotti e D’amato figurine già presenti in raccolta con maglia Lazio e con pochi ritocchi riconducibili in maglia nerazzurra.
Sappiamo dalle immagini delle figurine della coeva raccolta con album della Persicostampa che alla juventus non fu applicato lo scudetto, per cui la stessa cosa dovrebbe essere stata anche per le identiche figurine fustellate.
La campagna acquisti dei torinesi, poi previde esclusivamente figurine di rincalzo, senza cessione di alcun titolare, per cui si ritiene più che plausibile che nessun elemento della juventus sia stato inserito nelle “cartelle settembrine” a meno di Carlo Volpi, la cui figurina era già disponibile ma in maglia Mantova e riportabile in maglia bianconera con una semplice operazione di maquillage. (nell’album la figurina di Volpi è la stessa con maglia Mantova e sapientemente ritoccata inserendo addirittura lo scudetto).
Seguendo l’ipotesi “ricolorazione delle maglie risulterebbero disponibili anche: Tentorio e Guarneri per il Bologna, Angelillo per il Milan e persino Hamrin che dopo una vita a Firenze passa al Milan, nonché Fortunato ex Milan per la Lazio ma, su questo “recupero”, si nutrono diverse perplessità anche in considerazione che la Lazio era finita in Serie “B” e disponeva di un “organico” di figurine già elevato per la categoria di appartenenza.
Resta il fatto che il recupero di figurine già disponibili fu prassi ampiamente utilizzata, vedasi le figurine di Diomedi e Lenzi (entrambi delle Fiorentina) che ritroviamo in maglia Bari (neopromosso in Serie “B”) ed in maglia Venezia (neo retrocesso in Serie “B”).
Volendo sbilanciarsi oltre l’infinito, non mi sembrerebbe una ipotesi balorda quella che la Persicostampa abbia realizzato una figurina del L.R. Vicenza che prima non ne aveva, riciclando la figurina di Vinicio (ex inter) e magari dotato il Bologna che era squadra di elite nazionale anche di un centravanti (in questo caso Sergio Clerici), visto che aveva perso Nielsen Harald traferito all’Inter.
Nel complesso tra figurine contenute nella teorica cartella 08 (quella di Vitali ) e le due plausibili cartelle “settembrine” è possibile che la raccolta sportivamente parlando 1967-68 potesse essere composta da ulteriori 33 figurine (pari a tre cartelle complete) portando il totale della serie a 100 figurine (67 +33).
Quella sopra esposta è una ipotesi plausibile, ma la certezza è costituita solo da quelle 10 figurine ritrovate fuori dal contesto cartella, il che ci garantirebbe almeno una cartella “settembrina” certa.
5. IL RETRO ED I TESTI
La serie non ha testi a retro ma reca solamente sulle figurine una numerazione di squadre senza l’ulteriore appesantimento di una numerazione generale.
Da notare che sul retro della singola figurina manca ogni indicazione che faccia riferimento alla Persicostampa e quindi solo chi conosceva la raccolta della casa cremonese 1967-68 riusciva a dare alla singola figurina una paternità certa, anche perché a moltissimi collezionisti il discorso della “cartella” contenitrice delle fustelle era del tutto sconosciuta.
Una cartella vuota (la numero 15) era apparsa sul sito “Museo di Pignaca” una creazione del compianto Gianfranco Ronchi e solo nel corso del 2024 un incredibile ritrovamento in Sicilia (Messina???) all’interno di una edicola abbandonata ci ha consegnato il complesso delle cartelle 09 – 16 (mancante della cartella 15), il che ci ha permesso di comprendere la storia ed il processo evolutivo di questa serie.
La numerazione delle singole figurine è alquanto imprecisa e in più di una circostanza ci sono calciatori della medesima squadra con numeri identici, tuttavia il fenomeno è molto randomizzato ed irrilevante e potrebbe in teoria non essere un errore ma un modo per dire che (ad esempio) con il numero 5 spesso, oltre a Tentorio, nella Sampdoria giocava Vieri.
Riteniamo però più comprensibile l’ottica dell’errore di numerazione, raro ma presente.
7. ASPETTI COLLEZIONISTICI
Questa è una serie che pochi hanno considerato “Serie” vera e propria dato che spesso si sono fatti piccoli ritrovamenti spuri di figurine sciolte.
In realtà questa è una serie bellissima, complessa, intrigante, misteriosa, abbastanza rara ed affascinante, una delle serie più significative del panorama delle cartonate, anche per la sua categoria di figurine fustellate, di per se abbastanza inusuale nel mondo delle figurine specie di quelle sportive.
Il panorama del calcio che queste figurine possono darci è prezioso e abbastanza definito, specie verso le compagini di maggior prestigio.
L’elemento più condizionante è la rarità di queste figurine; molti erano gli elementi che non tornavano con i sempre pochi ed estremamente rarefatti ritrovamenti verificatisi nel corso di oltre 50 anni, sequenza spezzata dai ritrovamenti copiosi provenienti dalla Sicilia su cui pochi e fortunati collezionisti si sono buttati a “pesce” certi di trovarsi di fronte ad una assoluta rarità.
A livello di prezzi la ampia disponibilità e quindi una certa disponibilità da parte dei venditori ha fatto si che questa calmierasse i prezzi di acquisizione che alla fine sono stati ampiamente soddisfacenti per venditori e acquirenti collezionisti che hanno mandato rapidamente in azzeramento le disponibilità.
Nel complesso il prezzo medio pagato per ciascuna cartella completa di “bustina” è stato di 80 euro circa, prezzo che oggi riteniamo possa essere più che raddoppiato per chi ha mantenuto la “cartella” integra senza spogliarla delle singole figurine.
Ovvio che oramai l’occasione sembra passata ed il ritrovamento di una delle almeno tre cartelle ancora sconosciute (che sono chissà dove) potrà provocare un interesse certamente di buon rilievo economico, anche se i collezionisti interessati non dovrebbero poi essere tantissimi, escludendo, naturalmente i monotematici di squadra che però finirebbero per svalutare, svuotandola, l’eventuale “cartella” ritrovata.
Staremo a vedere…..
Per le singole figurine ritengo accettabile una valutazione tra gli otto e i 10 euro a pezzo.
Come sempre..
Buona collezione !!!!!