LIEBIG TEDESCA - COLONIA
LIEBIG GESELLSCHAFT m.b.H. - KOELN
1900 - 1940
INTRODUZIONE ALLA RACCOLTA
1. PREMESSA
La seconda serie prodotta dalla Liebig nel 1872 è una serie in edizione sia francese che tedesca, il che ci dice che la Liebig, le cui vicissitudini industriali sono distanti dalla Germania, malgrado le tecnologie applicate per la realizzazione del prodotto fossero di sicura provenienza dagli studi del fisico chimico tedesco il cui nome e firma denominano il prodotto nella sua veste commerciale.
Con il 1978 inizia una produzione di serie non più edite per una singola o, al massimo per due nazioni, ma serie realizzate e distribuite per le 4 o 5 nazioni in cui il prodotto Liebig era commercializzato (Francia, Belgio, Germania, Spagna, Italia e verso la fine dell'anno anche Regno Unito).
Dal 1872 al 1899, la Liebig produce 473 serie in lingua tedesca di cui solamente 24 vengono editate esclusivamente in tedesco per il mercato tedesco, una percentuale abbastanza bassa ma in linea con la filosofia produttiva delle immagini che la Liebig manteneva all'epoca accentrata ad Anversa in Belgio e volta a produrre serie di argomento valido sia per una che per l’altra nazione in cui il prodotto veniva distribuito
Solo di tanto in tanto qualche serie era appannaggio di una sola nazione piuttosto che di tutte.
Il novecento è un secolo, considerandolo sino al 1975, anno di chiusura di tutte le produzioni di serie Liebig, dagli eventi violenti e tragici, attraversato da due guerre mondiali e dalle conseguenze politico sociali devastanti.
La produzione Liebig rivolta alla popolazione civile ebbe delle contrazioni e così anche la realizzazione e la distribuzione di serie di figurine, pur non interrompendosi del tutto se non nel triennio 1944-45-46.
Nel novecento la Liebig produsse in lingua tedesca 700 serie, un numero molto elevato, secondo solo a Belgio (768) e Italia (732).
Le serie edite esclusivamente in lingua tedesca, nel periodo 1900-1940 sono solamente 17.
2. LE SERIE TEDESCHE PRESENTI SUL SITO
Nel progetto che questo sito ha cominciato a perseguire da tempo, ovvero quello di pubblicare tutte le serie Liebig edite nel novecento con la limitazione di una serie unica per quelle serie prodotte in più lingue e con la scelta di privilegiare le serie italiane (che quindi sono tutte pubblicate), a seguire le serie belghe in lingua francese (ovviamente non edite in lingua italiana) e poi le serie tedesche e, a finire quelle francesi (anche queste solo quelle non edite in italiano ed in Belgio in lingua francofona.
in realtà la serie 1423, essendo stata prodotta sia in lingua tedesca sia in lingua italiana, ma con "bandiera" svizzera, avrebbe dovuto essere pubblicata all'interno delle serie tedesche, ma ne abbiamo invece ricercata e verrà pubblicata la versione svizzera (tra l'altro ancor più rara di quella tedesca), per il solo fatto di essere in lingua italiana.
3. ALL'INTERNO DELLE SERIE TEDESCHE
Le 17 serie che compongono lo "scaglione" delle esclusive tedesche pubblicate sul sito, ricordando che la numerazione a cui il sito fa sempre riferimento è quella della Sanguinetti, sono:
- serie 616 - 621 - 629 - 632 - del 1900;
- serie 680 - 684c- del 1901;
- serie 709 - del 1902;
- serie 1300 - 1301 - del 1934;
- serie 1305 - del 1935;
- serie 1383 - 1385 - 1387 - del 1938;
- serie 1393 - 1396 - 1403 - del 1939;
- serie 1420 - del 1940.
Tutte queste serie sono abbastanza rare e dalle quotazioni di un certo peso, soprattutto quelle edite dal 1938, specie se confrontate con le coeve serie italiane e belghe.
Queste, oggi valgono mediamente dai 2 ai 7 euro, mentre tra le serie tedesche viaggiano valori decisamente più elevati, considerando che quella di minor valore è la serie 1393 quotata 70 euro per arrivare ai 195 euro della serie 1387 (i maestri cantori di Norimberga).
Deve essere evidenziato che dopo la presa del poter da parte del partito nazional socialista, evento che storicamente viene posto con la nomina a cancelliere di Adolf Hitler, seppur in un governo di coalizione, una delle novità fu la tendenza politica di “germanizzare" le attività economiche tedesche, operazione che per la Liebig si tradusse nel cambio della denominazione che divenne: "Liebig Gesellschaft m.b.H. - Koeln".
Tutte le serie prodotte con questa dizione al retro hanno valori e quotazioni elevate, probabilmente per la tiratura poco elevata che ebbero, per imposizione del partito al potere.
Ricordiamo ancora che la prima di queste serie, edita nel 1934 è la famosa serie "Deutsche Maedchen"(ragazze tedesche) che nella figurina uno mostra una sfilata di ragazze in divisa da "gioventù hitleriana" che in corteo sventolano un vessillo, la cui natura è di difficile interpretazione ma che al centro reca la famigerata svastica.
Peraltro la medesima bandiera compare anche nella figurina numero 2 ed in quella numero 4.
nella serie 1301, anche questa edita nel 1934 e del medesimo autore, riferita ai "Deutsche Jugend" (ragazzi tedeschi), il vessillo nazista appare nella figurina numero uno, posta sullo sfondo ma ben identificabile con quella che sarà dal 1935 la bandiera nazionale, rossa con il cerchio bianco al centro e la svastica, ma che nel 1934 era il vessillo di un partito politico.
L'evidente influenza politica sulla produzione di figurine Liebig, come ho già sottolineato in altro articolo pubblicato su questo sito, rappresenta il momento più basso della produzione Liebig, che non riesce a mantenere la propria natura neutrale e indipendente dallo sfondo politico in cui si trova ad operare.
Per fortuna la successiva produzione di Liebig tedesche sembra non volersi più retoricamente "agghindare" da vessilli di natura assolutamente politica, anche se nell'ultima serie, la 1420 del 1940 ("reno - navigazione su battello"), sui battelli in navigazione raffigurati in figurina uno e figurina 5 la bandiera posta a poppa è molto sospettosamente rossa con "macchia" bianca centrale, ma in questo caso dobbiamo ricordare che quel vessillo era divenuto il vessillo nazionale tedesco, insomma la bandiera ufficiale della Germania.
Nelle figurine di produzione tedesca edita dalla Franck in occasione delle olimpiadi berlinesi del 1936 troviamo una serie di "svastiche" e "bandiere di natura nazista" molto più evidenti e presenti rispetto a queste poche apparizioni nelle figurine Liebig.
Il fenomeno che riguarda le Franck è, però, molto meno grave rispetto alle svastiche semi nascoste della Liebig.
le olimpiadi berlinesi si svolsero nel 1936 quando la bandiera nazionale tedesca era quella nazista, mentre nelle figurine Liebig il vessillo raffigurato è ancora il vessillo di un partito politico. una differenza molto sostanziale.
Va ricordato che al termine della guerra gli alleati furono molto severi con le industrie tedesche che avevano appoggiato in maniera esplicita la politica nazista, tanto è vero che le fabbriche della Franck in Germania furono rase al suolo, mentre la Franck della sede austriaca fu risparmiata dalla distruzione, potendo dimostrare che era stata costretta ad operare anche in favore delle forze armate del terzo Reich ma come ditta di una nazione occupata ed annessa alla Germania, trovandosi quindi nella impossibilità di opporsi a certe politiche perché imposte e senza che ad essa Franck austriaca fosse permesso obiettare.
Anche la Liebig punì la Germania per aver imposto alla Compagnia internazionale Liebig di pubblicare certa tipologia di figurine di carattere e colorazione polito propagandistica, pena l’esclusione del prodotto dai mercati tedeschi.
La “Liebig Geselschaft” di Colonia fu sciolta e più nessuna figurina Liebig di produzione tedesca fu realizzata.
Dopo un periodo iniziale di massima serietà e rispetto di questa imposizione che la Liebig aveva imposto a se stessa verso la produzione tedesca in lingua tedesca si ebbe un certo ammorbidimento delle decisioni attraverso la considerazione che così facendo si era privata a molte popolazioni di madre lingua tedesca (minoranze) in Cechia, nella Francia ai confini con la germania, alle popolazioni belghe di madre lingua tedesca.
Questa motivazione permise una leggera ripresa di produzione di figurine tedesche ma mai come figurine tedesche, ma come figurine belgofiamminghe sul retro delle quali veniva incollata una pecetta con il testo descrittivo del significato della figurina in lingua tedesca.
L’Editore Sanguinetti, nel suo catalogo identifica queste serie con la bandiera tedesca ma con la sovrastampa di un T bianca, identificando in questo modo le edizioni fiamminghe per cui fu stampato l’apposito foglietto da incollare in lingua tedesca.
L’ultima di queste particolari serie tedeschizzate per via del solo testo a tergo da incollarci è la serie 1781 che è anche l’ultima delle serie belghe realizzata sia in lingua francofona che fiamminga che tedesca.
Insomma, guardandoci indietro la Germania ebbe una produzione di rilievo, risultando seconda alla Francia per quello che riguarda il XIX secolo (473 serie a fronte delle 486 francesi), e terza nel periodo 1900 – 1940 con 698 serie a fronte delle 994 italiane e delle 992 belghe, valori raggiunti nel 1962 dal Belgio e nel 1975 dall’Italia.
Se nel conteggio volessimo considerare anche le serie belghe tedeschizzate con la pecetta da incollare dovremmo aggiunger altre 131 serie che porterebbero le serie in tedesco ad essere 1302