ZANO s.r.l. - MILANO
SERIE
STAR E DIVI DEL CINEMA E ASSI DELLO SPORT
FIGURINE
PRESENTAZIONE
1. ANTEFATTO
Chi non ha vissuto, con la coscienza di capire e ricordare quello che viveva, gli anni del dopoguerra, non può non porsi una banale domanda: ma quante erano le industrie dolciarie in Italia capaci di reggere una produzione (con diffusione nazionale, s’intende, non le pasticcerie di quartiere) di vasta portata tanto da farsi supportare da produzioni collaterali di materiale di fidelizzazione come figurine e cose simili?
Attorno agli anni ’50 e via via risalendo “storicamente” il coso degli anni, ci siamo sempre imbattuti in realtà produttive dolciarie di portata industriale (piccola, media e grande) estremamente attive nel mondo della figurina come gadget di supporto al prodotto.
Se Ferrero, Elah, Perugina, Pavesi e Althea, erano i colossi industriali del periodo, molti altri nomi ci suggeriscono una presenza quasi assoluta dell’industria dolciaria nel mondo della figurina/gadget: dalla Venturini di Verona (V.A.V.) alla ATD (ALBA TORTONA), dalla FIDASS (di Serravalle Scrivia) alla milanese Dolcificio Lombardo – Perfetti, dalla Pernigotti di Novi Ligure alla La Giulia di Gorizia, alla bergamasca Pagliarini alla fiorentina Digerini e Marinai, le varie “Santi” e così via, non volendo inserire l’altra grande componente di piccola e media industria dolciaria che, attraverso la distribuzione con i dispenser aveva scoperto come la figurina fosse il prodotto ed il dolciume il suo gadget e qui mi riferisco alle torinesi Sidam, Taver Matic, Stef, alla milanese E.D.I., American Chewing Corp., alle romane Cardmaster, Euromatic, F.I.D.A., alla fiorentina Sunchewingum e così via.
Questa quasi incomprensibilmente “affollata” linea del dopoguerra si salda con la altrettanto incomprensibilmente affollata linea dell’ante guerra dove la “ressa dolciaria” in un periodo di scarsità di ricchezze, di difficoltà di reperimento di materie prime (il caffè prima della guerra era bevanda da “Signori” tanto che fiorivano orzi, surrogati, cicorie e ciofeche varie) aveva consegnano alla storia del dolciume e della figurina ditte come la Talmone – Venchi – Unica, la Zaini, la Lurati, la Fongaro, la Dahò, la Dolciaria Emiliana, la Felsinea, la catanese Portoghese, la Zelante, la Principe la Raineri e tantissime altre ditte che nell’anteguerra specialmente erano legate alla produzione del cioccolato, un prodotto non primario, non nostrano, dai costi per nulla leggeri, ma, evidentemente, a cui la gente non sapeva rinunciare.
2. IL PROGETTO
La ditta milanese Zano, la cui sede era a qualche isolato dalla Stazione Centrale FFSS di Milano agli inizi degli anni ’50 comincia a dotare la sua produzione dolciaria (non limitata alla sola cioccolata) con delle figurine di pregio sia per l’argomento di cui le figurine sono testimonianza, ovvero il mondo del cinema e dei suoi protagonisti, sia per la qualità tipografica del prodotto ovvero vere foto in bianco e nero molto ben realizzate.
Contemporaneamente alle immagini dei divi del cinema la Zano realizza anche una componente sportiva, decisamente più limitata per numero di soggetti e anche nella tiratura, tanto che oggi le figurine sportive sono estremamente rare.
La contemporaneità di cui sopra nasce dal fatto che in nessuna delle figurine Zano è riportato, sul retro un testo che non menzioni, assieme alle star e a divi del cinema, anche gli assi dello sport.
Parlare di progetto è un termine quasi fuori argomento e questo perché come si può parlare di progetto quando la serie è senza un album, senza una numerazione, con alcuni soggetti che hanno fino a tre figurine diverse, quando le figurine hanno dimensioni spesso non di poco differenti (nel senso che attorno ad una dimensione standard ci sono tante figurine dal formato leggermente ridotto e diverse dal formato leggermente maggiorato), tanto che stabilire una dimensione standard per la serie è veramente quasi una impresa?
Nessuno ce lo conferma, ma certamente la raccolta nacque per subire innesti successivi, con riedizioni e aggiornamenti ed inserimenti di nuove stelle del cinema a seconda del momento, ma è impossibile conoscere per quanto tempo la serie sia stata distribuita e aggiornata.
La componente sportiva invece restò molto “striminzita” e certamente legata alla sola stagione sportiva 1952-53 dato che Inter e Juventus – le uniche squadre presenti in raccolta hanno elementi riconducibili alla citata annata, specie lo juventino Carapellese che con la Juve giocò solo in quella stagione.
Ci troviamo, quindi, di fronte ad una serie la cui consistenza numerica è indeterminabile ed è frutto del ritrovamento di ogni singola figurina.
3. ASPETTI GRAFICO TIPOGRAFICI
Le figurine, realizzate su carta fotografica avevano dimensioni non rigidamente standardizzate, specie nell’altezza che variava da 6, 2 a 6,7 cm, mentre era più stabile nella larghezza molto prossima alla dimensione di 4,6-4,8 cm.
Nel tempo le figurine hanno mantenuto la loro originaria lucentezza a parte quelle che sono state conservate male o che sono state molto vissute, ma questa è una percentuale estremamente bassa tanto che possiamo dire che le figurine di questa serie hanno spesso una conservazione molto buona.
Qualche pezzo ha leggermente subito una variazione dei grigi aggiungendo una “patina” di un delicatissimo beige (seppia molto evanescente), ma siamo in una percentuale sotto l’unità percentuale.
La stampa è di tipo fotografico a sviluppo e quindi non ci sono inchiostri, e la resistenza del supporto è quella elastica e scattante della carta fotografica, cui aggiungiamo anche lo spessore che è certamente minore rispetto a quello di una normale cartonata del periodo, pur avendo una molto maggiore resistenza all’usura, dettaglio questo che si rileva dagli angoli ancora per la maggioranza vivi e “pungenti”.
Le figurine sono prevalentemente verticali e nelle complessive 1::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::.........83 le orizzontali sono soltanto sette di cui una di uno sportivo e sei di cinema di cui due dedicate ad attore ed attrice nella medesima figurina.
4. I SOGGETTI
Ribadendo che quanto in questa presentazione è relativo ad una accertata presenza in raccolta di 169 211 figurine di star e divi del cinema e di 14 30 figurine di sportivi per un totale di 183 241 figurine, osserviamo che delle 169 211 figurine di attori in raccolta 59 74 sono di attori, 3 4 sono miste (attori ed attrice assieme) e 107 137 sono di attrici.
Gli sportivi sono tutti “maschietti” così riequilibrano un po’ il conto ufficiale “per genere” portando la componente maschile a 73 104 contro le 107 137 dedicate all’altra metà del cielo.
La presenza di italiani nell’ambito della raccolta del cinema è di 31 42 figurine, circa un sesto del complesso.
Molti divi hanno più di una figurina e per la precisione:
5 figurine: - Virginia Majo,
4 figurine: - Lauren Baccal, Gary Cooper,
3 figurine – Ingrid Bergmann – David Brian – Hunfrey Bogart ,
2 figurine – Charles Boyer – Belita - Barbara Britton - Geraldine Brooks – Joan Caufield - Doris Day - Yvonne De Carlo – Errol Flynn - Clark Gable - Vittorio Gasmann – Cary Grant - Betty Grable - Rita Hayworth – Bob Hope - Danny Kaye – Alan Ladd - Jennifer Jones - Hedy Lamarr - Piper Laurie –Vivien Light - Viveca Lindfors - Gina Lollobrigida - Mirna Loy – Silvana Mangano – Ray Milland – Carmen Miranda – Christine Norden – Maureen O’Hara – Nancy Olson – Silvana Pampanini - Eleanor Parker – Renato Rascel - Delia Scala - Rundolph Scott – Gale Storm – Elisabeth Taylor – Phyllis Thexter – Toto' - John Wayne – Patrice Wymore.
I soggetti che sono rappresentati con almeno una figurina sono 97 attrici e 54 attori più 4 misti per un totale di 155 soggetti differenti.
Nei soggetti di questa serie sino ad ora rinvenuti mancano delle vedette del cinema, una tra tutte Sophia Loren che non dovrebbe mancare dato che sono presenti tanto Gina Lollobrigida quanto Lucia Bosè che al pari della Loren erano le giovani interpreti al vertice della produzione italiana del neo realismo italiano.
Ma i pezzi della raccolta che devono ancora emergere sono tanti che è inutile correre dietro a ciò che non c’è.
Diversa è invece la situazione dei soggetti sportivi che prevede sino ad ora :
15 + 1 figurina dedicate al ciclismo (Albani – Astrua - Bartali – Bobet . Carrea – Coppi F. – Corrieri - De Santi –Kubler - Leoni - Magni f. - Minardi – Petrucci – Robic – Soldani R cui aggiungere una figurina niminata "Petrucci" ma che raffigura il ciclista Albani).
13 figurine dedicate al calcio (Inter-Juventus-Milan - Angeleri - Boscolo - Cappello - Carapellese-Boniperti - Lorenzi - Pinardi - Soerensen - Tontodonati - Zorzin)
1 figurina dedicata all’automobilismo ( Gonzales su Maserati);
Tutte e tre le categorie di sportivi citati sono ampliabili come quella del calcio con almeno altre due figurine dell’Inter, ma teoricamente potrebbero esserci tutte le figurine della Juve (ulteriori 9) e tutte quelle dell’Inter (le 11 che sono raffigurate nella figurina omnicomprensiva della Squadra.
Più completa la rappresentanza dei ciclisti ed anche qui ci sono le possibilità che esca qualche cosa ancora a completare il quadro.
L’unica figurina di un pilota d’auto (Gonzales qui nel 52-53 pilota Maserati) ci farebbe sperare in una elevata possibilità di incremento di soggetti anche in questa categoria di sportivi.
Mancherebbero anche categorie quasi imprescindibili come i pugili che all’epoca erano molto seguiti dalla gente.
Una teorica presenza di 50 figurine di sportive sembra un traguardo irraggiungibile, ma non ci resta che aspettare e sperare che, un po’ alla volta, si riempiano le caselle vuote o si concretizzino nuove caselle oggi sconosciute.
5. IL RETRO ED I TESTI
Questa serie, perfettamente in linea con le produzioni del tempo messe in opera da diverse ditte dolciarie, non ha un testo a retro, anche perché lo stesso argomento (il mondo del cinema) non si presta molto a testi tipo scheda perché le date di nascita le altezze ecce cc sono dati che il cinema non diffonde molto volentieri, lasciando al fascino dell’attore e alla abilità del fotografo professionista il dissimulare età ed aspetto conseguente.
Altrimenti possiamo trovare dei riferimenti ai film recitati (ma questo formato di figurine non è certo adatto).
Il solo nome frontale appare più che sufficiente per dirci quello che vorremmo sentirci dire.
Ciò che compare sul retro è riferito alla serie di queste figurine citando molto in chiaro l’esistenza di due argomenti con differenza di titolo, come se si trattasse di una doppia serie e poi grazie a Dio la ragione sociale dell’azienda completa anche di telefono.
Non capita sempre.
6. ASPETTI COLLEZIONISTICI
Questa serie è bella, le immagini sono curate, il formato è “giusto”, la realizzazione è ottimale, i soggetti sono tanti e questo rende la serie esaustiva, divertente non solo da vedere, ma anche da collezionare, perché una serie numerosa ti impegna ed è+ quello che cerca un collezionista che abbia “ENERGIA”.
Diversa è la condizione collezionistica della componente sportiva che è decisamente più complessa e costosa perché qualche quotazione inevitabilmente sale ed anche perché temo che le sportive abbiano avuto o una tiratura decisamente inferiore oppure, cosa più probabile, non siano state oggetto di ristampe protratte nel tempo dato che, a parte forse i ciclisti le sportive erano comunque databili al 1952-53.
A livello di quotazione le Zano, argomento cinema, sono abbastanza a buon mercato e difatti le troviamo sui 2,5 - 3,00 euro mentre le sportive vengono quotate in maniera decisamente superiore attorno ai 10 euro.
Una raccolta di quasi 200 belle figurine fotografiche non è una cosa banale e il poterla annoverare tra le proprie collezioni è certamente un completamento delle stesse.
Poi la indeterminazione delle figurine prodotte ci da sempre quel brivido di poterne trovare una che ancora ci manca !!!
Come sempre …
Buona collezione !!!!!!!