FRATELLI GUAITI - MILANO
SERIE STORICA – 1962
(COWBOYS - PELLIROSSE - PIRATI)
FIGURINE
PRESENTAZIONE
1. INTRODUZIONE
Questa serie di 100 figurine suddivise nei tre argomenti in sottotitolo e già nota ai collezionisti per essere stata editata nel 1960 dalla ditta americana di dolciumi “American Chewing Corporation”, a supporto di gomme da masticare adatte a fare le “bolle esplodenti” (una delle cose più volgari della terra!), poi ripresa in modo integrale dalla ditta milanese produttrice sino ad allora di dispenser per le figurine e per i dolciumi, la Mylor, appunto di Milano.
Come era accaduto per la American Chewing Corporation che era scomparsa cedendo i diritti della serie alla Mylor, la stessa cosa accade quando la Mylor si eclissa e la serie invece riappare sotto altro editore, questa volta la Fratelli Guaiti di Milano.
Anche nelle produzioni Guaiti la serie storica ricompare senza però avere l'album che invece originariamente era stato realizzato dalla American Chewing corp.
2. IL PROGETTO
Il progetto editoriale era semplicemente professionale, lo stesso identico di American e Mylor, senza album, presente solo nella edizione American.
Una serie composta da tre serie concatenate tra loro anche se tempistica storica e località degli eventi erano completamente avulse, almeno quelle della serie dei pirati dalle altre due serie della raccolta.
La serie, nella versione American Chewing si chiamava “Serie storica” probabilmente perché nelle intenzioni della società Americana che l’aveva ideata c’era, evidentemente l’intenzione o meglio la pianificazione di emettere una serie successiva alla prima, magari di carattere geografico intitolabile “serie geografica” o via discorrendo.
Per quanto riguarda la produzione Mylor usare il termine serie storica è leggermente improprio perché tale termine era riportato solamente sull’album American mentre la serie Mylor non aveva l’album.
Identico discorso per la "serie storica" di produzione Guaiti.
ricordiamo che questa serie fu edita, in formato piccolo, sia in germania che in italia dalla Perfetti-Dolcificio lombardo.
La serie, chiamiamolo storica o meno, era composta di 100 figurine, ed era suddivisa in tre serie:
- Cowboys serie da 50 figurine;
- Pellirosse – serie da 20 figurine.
- Pirati – serie da 30 figurine;
3. IL PROGETTO TIPOGRAFICO
Le figurine erano cartonate di dimensioni particolarissime visto che misuravano 9 x 5,3 cm ed erano a sviluppo orizzontale in tutto l’impianto grafico.
Il supporto era un buon cartoncino di colore grigio, abbastanza resistente agli spiluccamenti e un po’ meno agli strappi, però di ottima qualità anche se non spessissimo.
Come già fatto per le Orvedo possiamo dire che, calcolando che una figurina cartonata standard (E.D.I.-Milano), pesa gr.2,17 x su una superficie di 61,75 cm quadri pari ad un peso per unità di superficie di 0,0351grammi, la figurina Mylor, pesa esattamente gr 1,25 grammi a fronte di una superficie di 50,35cm quadrati, con un rapporto peso superficie pari a 0,0248 grammi che ne farebbero una E.D.I. dal peso finale di grammi 1,53 contro i grammi 2,17, ovvero una figurina decisamente pù leggera ma non tanto da non apparire cartonata a tutti gli effetti.
Sul fronte la figurina si presenta con un’ampia cornice bianca sul cui lato basso è riportato il titolo della figurina.
Al centro del lato frontale, posto all’interno della cornice c’è un disegno che rappresenta l’argomento principale trattato dalle figurine e sottolineato dalla titolatura.
Il retro invece era perfetto, ordinato e con tutti gli elementi giusti, ed anche qualcosina di più, ben bilanciati ed al posto giusto.
In alto a sinistra ben visibile il numero della figurina.
In alto a destra invece la scritta “”serie cowboys “oppure “serie pirati” oppure “serie pellirosse “.
Sotto, centrato, un titolo però piu’ espanso rispetto a quello posto in fronte di figurina a volte addirittura su due righe e scritto con carattere grassetto o neretto che dir si voglia.
Subito sotto un testo in caratteri abbastanza minuti di circa 12-13 righe (non poche)!
Sotto il testo la parte dedicata alla casa editrice con tutti i dati correttamente indicati, compresi quelli relativi al copyright.
Sulla sinistra della figurina era posto un emblema per il riconoscimento immediato della serie, ovvero un disegno di un cowboy intento a lanciare il lazzo, o di un indiano o di un pirata.
Per completare l’aspetto tipografico dirò che gli inchiostri sono leggeri, matti (non lucidi) e che la realizzazione è tipica del fumetto a colori, sobria ed espressiva con tendenze quindi estremamente pastellate e, mi ripeto, sobrie.
Gli inchiostri erano di ottima qualità e perfettamente idonei al supporto.
Dopo oltre 50 anni non si notano lesioni al supporto provocate da una eccessiva acidità degli inchiostri, né, tanto meno, fenomeni di lettura fronte retro dovuta alla invasività ed alla eccessiva quantità di in chiostri utilizzati.
La stamperia o la tipografia prescelta fece un ottimo lavoro molto professionale e di gran qualità ed i tecnici grafici fecero scelte molto ponderate riguardo i colori.
Le figurine risultano tagliate molto accuratamente e sono pochissimi e di scarsissima entità i tagli fuori allineamento, così come sono rari i disallineamenti dei cliché, forse in questo i tipografi furono anche aiutati dalla relativa piccolezza delle figurine.
4. IL PROGETTO GRAFICO
Nessuna delle 100 tavole di cui la serie storica si compone è firmata dall’artista che le ha create.
Ho osservato con attenzione le figurine per cercare di capire se siano state realizzate tutte dal medesimo artista e credo, pur concedendomi un ragionevole margine di errore, che le tavole siano frutto di un’unica mano.
Una mano molto abituata all’utilizzo di spazi ristretti, quindi certamente la mano di un cartoonist o di un fumettista, per dirla in modo nostrano.
In verità ho immediatamente pensato alla “mano” se non di roberto Damì, almeno a quella del suo affollatissimo studio milanese presso cui moltissimi fumettisti e grafici si formarono proprio in quegli anni.
Il tratto mosso del disegno, la linea spesso interrotta del disegno sono come timbri di fabbrica o forse pie illusioni di una disegno d’autore.
Le scene rappresentate sono tutte estremamente ponderate sotto l’aspetto grafico e ben bilanciata è la presenza umana nei riquadri, che sono sempre trattati con il massimo pathos senza nulla togliere alla crudezza dei fatti descritti, impiccagioni, scotennamenti o pance infilzate, che dir si voglia.
Buona la ricostruzione degli ambienti d’epoca e molto ben mossi, sulle onde poderose, i vascelli dei bucanieri e delle loro vittime.
Perfette ed entusiasmanti le figurine d’azione, dove cavalli, diligenze ed urla alzano il polverone della battaglia, mentre tra le vele delle navi s’ode il fischio del vento ed il rombo dei cannoni e l’aspro odore della polvere da sparo si mescola con gli spruzzi salmastri del mare della Tortuga…
A stare dietro a questi “quadri” ci si perde….
Progetto grafico quindi assolutamente affascinante e per certi versi questa serie mi ha ricordato le bellissime tavole di Tancredi Scarpelli (che era un genio del disegno e non un fumettista) per la serie della alba Tortona dei navigatori esploratori e dei costumi, non senza ricordare a me stesso che quelle tavole nacquero per formati a 4 (diremmo oggi) e non per formati da figurina mentre il disegno delle figurine della serie storica è nato proprio per queste figurine.
I colori dominanti sono il bianco delle nuvole, delle vele e delle esplosioni, poi le terre sempre ben impiegate con una maggiore predilezione per un giallo pallido, peraltro molto caro anche ai coloritori delle meravigliose tavole di Galeppini, il primo disegnatore di Tex Willer, l’arcinoto ed amatissimo ranger del Texas e anche gran Capo delle tribù dei Navajos (Bonelli editore- Milano).
Belli i rossi e densi e pastosi gli azzurri, specie quelli presenti nella serie dei pirati.
5. IL PROGETTO STORICO
Ovviamente, trattandosi di figurine di ordine principalmente storico, la casa editrice ha cercato di inquadrare la tematica in un periodo storico ben delineato dando risalto, attraverso elementi singoli (leggi personaggi famosi od eventi importanti) al processo storico che avveniva sia per i cowboys (in realtà si tratta della conquista del west) sia per gli indiani (in realtà si traccia una brevissima storia indiana a partire dalla colonizzazione del nuovo continente) sia per i pirati (la trasformazione del fenomeno attraverso due secoli di storia).
Per fortuna la serie della Guaiti Fratelli di Milano non ha le figurine numerate e questo permette di disporre le stesse seguendo tre schemi:
- Medesima disposizione seguendo la numerazione adottata dalla American Chewing corp che come originatrice della serie ed unica ad aver pubblicato anche l’album avrebbe diritto di essere “seguita”;
- Medesima disposizione seguendo la numerazione adottata dalla Mylor che era differente dalla numerazione “American”;
- Una disposizione "ad capocchiam" o casuale visto che le figurine non sono numerate.
A suo tempo dicemmo che la numerazione adottata dalla Mylor era insoddisfacente perché non teneva conto delle tempistiche degli eventi descritti e quindi si perdeva quella consequenzialità degli eventi che è alla base di una storia, di un racconto.
Per tale ragione per la serie storica di casa Fratelli Guaiti, si è deciso che la disposizione ottimale sia quella che consegue una numerazione identica a quella della American Chewing Corp.
Tale operazione restituisce alla serie Guaiti quanto esposto per la serie American ovvero che:
“i testi sono molto efficaci e realmente ci permettono di seguire l’evoluzione cronologica degli eventi per comprendere la situazione storica e l’evoluzione conseguente.
C’è insomma un rispetto del progresso numerico delle figurine con il trascorrere del tempo storico.
Rarissimi sono i casi in cui si deve tornare indietro rispetto alla figurina precedente”.
Le fonti principali, come detto, su cui basare il gradino storico su cui è basata ogni singola figurina sono i personaggi.
Di seguito ne cito alcuni, tra i più noti, tanto per rendere l’idea:
Kit Carson, i Mormoni, Billy the Kid, John Weseley Harding, Calamity Jane, Wild Bil Hickok, Jasse James, Davi Crockett, Pecos Bill, Buffalo Bill, Pat Garrett, Pocahontas, Joseph Brant, Giubba Rossa, Moneka, Geronimo, Custer, Crazy Horse, Sitting Bull (che poi è Toro Seduto), Barbarossa, Morgan, Capitan Kidd, Barbanera, Jean Bart, Capitan Bavastro ecc. ecc., un intero mondo di avventura, sangue e morte.
Ci sono poi elementi storici precisi legati a grandi eventi, oppure semplici istantanee sulla vita dell’epoca, per rendere il quadro il più completo ed esauriente possibile.
Certamente questa serie risponde, in modo molto concreto, alla necessità di ampliare le conoscenze sui tre argomenti di pertinenza e lascia il lettore più che soddisfatto sia per l’aspetto grafico che per quello storico culturale.
La figurina della "Serie storica" - "pellirosse" al retro nelle tre versioni pubblicate in formato "grande con testo a tergo. La figurina edita dai fratelli Guaiti è quella centrale
6. DIFFERENZE CON LE SERIE AMERICAN CHEWING CORP E MYLOR.
Abbiamo detto che le figurine della serie targata Guaiti sono identiche a quelle delle due serie preesistenti solo non sono numerate e differente è, ovviamente, l’iscrizione posteriore riservata alla casa editrice.
Anche di questa serie non si conosce l’album.
Sicuramente è più rara e meno diffusa delle serie American Chewing e Mylor.
7. ASPETTI COLLEZIONISTICI
Questa è una bella serie che sarebbe bello possedere anche se si possiedono le quasi identiche (la differenza sta nel retro e non nel fronte) figurine editate dalla American Chewing corp e dalla Mylor.
La diffusione delle figurine Guaiti non fu vastissima, poiche’ l’argomento, essendo didattico, non aveva possibilità, nel tempo, di trovare torve di accaniti collezionisti, come succede per calcio e ciclismo e quindi le figurine non sono per nulla facili da reperire e, comunque decisamente più complicate da recuperare rispetto alle American Chewing ed alle Mylor.
Il numero abbastanza limitato (100 figurine) rende la raccolta non proibitiva ma abbastanza impegnativa sia sotto il profilo dei costi che della reperibilità.
I grandi rivenditori acquistano in genere piccoli lotti facendo così opera di concentrazione del “prodotto” per cui hanno poi una disponibilità di pezzi su cui basarsi per iniziare una raccolta.
È quindi una raccolta affrontabile e molto bella ed il completamento dovrebbe trovare soluzioni positive in tempi però medio lunghi.
Non mi risulta esistano figurine più rare o introvabili di altre.
Riguardo ai costi, sarebbero decisamente più alti di quello che sono se la domanda fosse più elevata, visto che non se ne vedono molte in giro, ma la realtà del collezionismo “didattico” è tale che contribuisce, con una domanda scarsa, alla scarsa disponibilità di pezzi e quindi li calmiera ed abbassa notevolmente.
Una singola figurina può andare sui 3-4 euro, ma il costo per unità scende molto, quasi si dimezza per acquisizioni di lotti più o meno consistenti.
Una serie completa può valere 200 – 250 euro, quindi un po’ di più rispetto alla quotazione delle American Chewing Corp.
Come consiglio a chi ricerca le Guaiti dico che se vi dicono che non le hanno perché hanno le American Chewing o hanno le Mylor, fatevi passare il mazzetto delle Chewing e delle Mylor e giratele sul retro e sfogliatele.
Molti rivenditori, non del mestiere, le considerano tutte uguali e a volte le mettono assieme nello stesso mazzo!
A voi scoprirlo e smazzare via quelle giuste per voi!
Buona collezione